Descrizione
| Caveau |
Vini Rossi |
| Area di produzione | Regione Piemonte |
| Denominazione | Barolo DOCG |
| Vintage | 2011 |
| Bottiglie per anno |
2500 numerate |
| Tipo di bottiglia | Bordolese 750 ml |
| Tipo di uva | Nebbiolo 100% |
| Area di piantagione | Galina La Morra |
| Età del vigneto | 65 anni |
| Composizione del suolo | Calcareo, argilloso con tracce di sabbia fine. Marne in profondità |
| Epoca di raccolta | Ottobre |
| Ceppi per ettaro | |
| Vinificazione | Lunga fermentazione per due settimane in vasche di acciaio termo-condizionate a contatto con le bucce, frequenti rimontaggi e follature in particolar modo nei primi 6 giorni di macerazione |
| Affinamento | per 24/30 mesi in fusti da 700 litri dei quali 1/3 nuovi |
| Caratteristiche | Vino di grande intensità |
| Gradazione | 15% vol. |
| Acidità | 4,70 g/l |
| Colore | Rosso granato carico, disegna archetti stretti e rapidi sul calice |
| Bouquet | Intenso e avvolgente. Sentori di frutti rossi maturi, albicocca appassita e vaniglia. Nel calice esprime in sequenza note intense e persistenti che rispecchiano la tipicità e l’eleganza del vitigno Nebbiolo. |
| Gusto | Caldo, equilibrato e vellutato. Corposo ed elegante. Tannini nobili e sorprendentemente morbidi e delicati che danno forza e ne amplificano la struttura |
| Retrogusto | Asciutto, armonioso e persistente, indice di altissima qualità |

Decantare per un’ora e servire in ampi calici ad una temperatura di 18 ° C. Frutto di una grande selezione in vigna e in cantina, apprezzatelo al meglio, anche da solo come grande vino da meditazione.


Il nostro chef vi raccomanda
Ravioli con robiola di Roccaverano e salvia, agnolotti del Plin e nocciole, carré di agnello, cinghiale con riduzione di mosto cotto, eventualmente accompagnati da funghi e tartufi. Abbinamento ottimale con formaggio raschera e cacciatorino al tartufo.
La Marchesa Juliette si impegnò con passione per far divenire il vino delle sue vigne un prestigioso prodotto e presto la voce si diffuse tra tutta l’aristocrazia europea e anche il Re Carlo Alberto, incuriosito aveva chiesto di poterlo assaggiare.











