di Mauro Loreti

studioso e storico di Tuscania

 

due sorelle a Tuscania

La famiglia Simoncelli trae origine in Italia nel 1353 dal barone spagnolo Simon Pedro de Carvajal, detto Simoncello. Di carattere avventuroso, nel 1353 venne in Italia al seguito del cardinale  Egidio Alvarez Carrillo de Albornoz, suo congiunto, per riconquistare le città e le terre  dello Stato della Chiesa per ordine del Papa Innocenzo VI che era ad Avignone.
Nel 1354 fu a Toscanella, quando si svolse il parlamento generale cittadino ed il giuramento per la Chiesa, nella basilica di San Pietro, dopo l’occupazione del tiranno Giovanni di Vico.
Nell’occasione erano presenti anche il cardinale legato pontificio, il capitano Cola di Rienzo, l’uditore del cardinale Giovanni di Martino della Sierra ed altri notabili. Conclusa la riconquista dei territori della Chiesa si trasferì ad Orvieto, che elesse a sua sede. I suoi figli Pietro, Bartolo e Giannotto, furono ascritti alla nobiltà cittadina con il cognome de Simoncellus Carvajalis, assunto per l’uso spagnolo del tempo, dal nome del loro illustre genitore, adottando Il motto “In Spem contra Spem”.
In Orvieto edificarono i loro palazzi ed in uno, fatto costruire dal cardinal Girolamo intorno alla metà del XVI secolo, si legge l’iscrizione “CARAVAJAL DE CARAVAJAL POR COMODIDAD DE SUS AMIGOS PADRON”.
Tra i discendenti annoveriamo Carvajal, vescovo di Sovana e zio di Girolamo, Scipione, Belisario, figli del fratello Antonio e di Cristofora Ciocchi del Monte, nipote di Papa Giulio III. Girolamo, fu creato cardinale dallo zio nel giugno 1554, Belisario fu comandante delle truppe pontificie in Francia nella guerra contro gli Ugonotti e Scipione, sposato con Ippolita Piccolomini, fu governatore di Orvieto.

Il figlio Luigi nel 1594 entrò nell’Ordine Cavalieri di Santo Stefano nel 1594, fondato nel 1562 da Cosimo I de Medici, I Granduca di Toscana e primo Gran Maestro.
In occasione di un incontro il professore Noris Angeli di Viterbo, mi ha mostrato copia di un manoscritto del 1647 di Pietro Corradini, riguardante la famiglia Febei e sfogliando l’atto ho avuto notizia di un Giannotto Simoncelli, discendente della famiglia, il quale lasciò tutti i suoi  beni al figlio Tiberio e le doti alle figlie Camilla, Ginevra, Laura ed Artemisia. Approfondendo la ricerca ho scoperto che i tutori dei figli di Tiberio furono il vescovo Carvajal e il cardinale Girolamo e che Giannotto, uno dei figli di Tiberio, entrò nel 1586, all’età di vent’anni anche lui nell’ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.
Delle sorelle di Tiberio Camilla e Artemisia si sa che contrassero entrambe matrimoni a Tuscania con membri delle famiglie Fani e Ciotti, tra le più importanti e influenti della città e nel Patrimonio di San Pietro in Tuscia.
Camilla  sposò  Sforza Ciotti, appartenente ad una importante famiglia di proprietari terrieri e con lui visse nel palazzo di famiglia, ubicato nelle vicinanze del lago di Bolsena, dove  ancora oggi si ammira lo stemma con i gigli. Ebbe quattro figli: Girolamo, Antonia, Cristoforo e Domenica, dei quali Girolamo sposò Vittoria Fani e Cristoforo Vittoria dei Ciotti di Tuscania. I matrimoni furono celebrati entrambi aTuscanella.

Si legge che Camilla si recò di frequente a Tuscania, nel terziere di Poggio Fiorentino nei palazzi dove risiedevano  i suoi figli ed i nipoti Sforza, Paolo e Giovanni, figli di Girolamo ed Alessandro, Benedetta, Ortensio, Tullia, Diana ed Ottavio figli di Cristoforo.
Artemisia, altresì, formò la sua famiglia a Toscanella con Girolamo Fani e fu mamma di Annibale, Erennio, Fano, Vincenzo, Sforza e Dionora.
Nel grande palazzo della famiglia Fani visse anche con i nipoti: figli di Erennio: Alessandro, Girolamo, Artemisia, Vittoria, Paolo Angelo, Giovanni, Cecilia, Francesco ed Antonio, figli di Erennio, con Sebastiano, Eugenia, Camilla, Beatrice, Girolama, Artemisia e Domenico, figli di Fano e con Tommaso, Girolamo ed Annibale, figli di Vincenzo.
Nel 1591, alla sua morte, Artemisia fu sepolta nella chiesa di Santa Maria del Riposo dove è ubicata la cappella della famiglia Fani e sulla sua tomba si legge il seguente epitaffio: ” ad Artemisia, nobile orvietana, donna onestissima e di vita integerrima, di grandissima fede in dio, di carita’ verso i poveri, di benevolenza ed affetto verso tutti che, avendo vissuto per 35 anni in citta’ una vita molto unita e di grande amore con il suo marito Girolamo  Fani, la termino’ con la morte con il lutto generale di tutti. il marito ed i figli tristissimi posero”.

Nel 1622 Erennio Fani del 1571, figlio di Artemisia,  istituì un Pio Legato lasciando 400 scudi al Capitolo della Cattedrale di San Giacomo Apostolo Maggiore. Nel 1637,vedendo che spesso alcune ragazze povere non potevano sposarsi od entrare in convento, andò loro in aiuto e destinò 12 luoghi di monte che rendevano  60 scudi all’anno che furono divisi in tre parti,  da 20 scudi ciascuna, ed ogni anno venivano assegnate a tre giovani tuscanesi tramite la Confraternita della Misericordia. Era molto devoto della Madonna di Loreto  ed i suoi figli pregarono spesso per la sua anima presso quell’altare nella cattedrale.
Nel 1640 Fano  Fani  figlio di Artemisia  ricoprì la carica di  Gonfaloniere del popolo quando furono restaurate le muraglie che minacciavano  rovina,  soprattutto nella parte del Rivellino, il vecchio palazzo dei Priori. Un altro figlio di Artemisia Vincenzo Fani, del 1585, grande proprietario terriero, fu Capitano e Gonfaloniere del popolo. In una lunetta del chiostro del convento di Santa Maria del Riposo si trova il suo stemma unito a quello della moglie Margherita Cavetani. Girolamo e Cristoforo Ciotti, figli di Camilla, furono anch’essi importanti proprietari terrieri .


FONTI E BIBLIOGRAFIA
PIETRO CORRADINI                         La famiglia Febei
NORIS ANGELI                                Famiglie viterbesi: storia e cronaca; genealogie e stemmi
CASIMIRO DA ROMA                        Memorie istoriche delle chiese e dei conventi dei Frati Minori della provincia romana
G.GIONTELLA – A.ALBERTA SANTI    Codice diplomatico tuscanese (XIV secolo)
GIUSEPPE GIONTELLA                     Codice diplomatico tuscanese (XVI secolo)
ANTONIO BARBACCI                        Relazione dello stato antico e moderno della città e chiesa di Toscanella
PIERO LANZETTA                            Appunti su stemmi, famiglie e palazzi di  Toscanella (Tuscania) e dintorni
ASCOT                                           Archivio storico del Comune di Tuscania
GIUSEPPE CERASA                          L’agro tuscaniese e i diritti civici i pascoli
CONTI SIMONCELLI                         La nostra storia

 

 

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