
di Mauro Loreti
Accademico, studioso e storico
Il Priore Agostiniano Fulgenzio (Domenico) Pocci
Nella “Relazione dello stato antico e moderno di Toscanella” del 1704 Antonio Barbacci scrisse sulla chiesa di “ S. Agostino dei Padri Eremitani di quest’ordine, che hanno il loro convento, ilquale con la Chiesa è stato ridotto a forma assai convenevole dal Priore Baccillier Fulgenzio Pocci Patrizio Toscanese, che vi ha fatto Benefizi et ornamenti
considerabili. I
n questa chiesa nell’ Altar Maggiore, rinnovato tutto da detto Padre a spese del predetto suo convento, con un
sontuoso Altare di stucco al presente vi è collocata l’antichissima e miracolosissima Immagine della Madonna Santissima del Popolo dipinta in tavola e sopra di questo Altare dalla parte del Coro vi è la seguente iscrizione: “HOC SACELLUM ERECTUM EST IN HANC NOBILIOREM FORMAM REDACTUM FUIT ANNO DOMINI MDCXCIX ( 19.11.1699) … HAEC SACRA IMAGO DEIPARAE VIRGINIS DE POPULO AB INFERIORI ARA IN SINIXTRA LATERALI FRONTE POSITA IN HUNC EXCELSIOREM AUGUSTIOREMQUE LOCUM TRASLATA ET COLLOCATA FUIT SUMPTIBUS HUIUS CONVENTUS S. AUGUSTINI TUSCANELLAE” e “ancorché sia una delle più antiche di questa città, oggi comparisce più dell’ altre per essere rimodernata con le cappelle tutte di stucco con le sue colonne, cioè questa di S. Monica, fatta con le elemosine de Benefattori, questa di S. Gaetano fatta dal Signor Piergiovanni Pocci e questa della Natività del Signore, di S. Tommaso di Villanova e di S. Nicolò da Tolentino tutte tre fatte di nuovo a proprie spese dal suddetto Priore Baccillier Pocci, restandovi solamente di antico un Cappellone sfondato fatto da Monsignor Paolo de Ludovicis all’uso di quei tempi …
In questa medesima Chiesa si fa la festa della Madonna del Carmine et in quel giorno si scopre la Santissima Vergine del Popolo, facendosi l’istesso ogni anno il 1° giorno di Pasqua e quante volte la Città ha bisogno di qualche grazia particolare o di pioggia o di buon tempo, o liberarsi da qualche calamità o divino flagello, concorrendovi numerosissimo popolo per esser come ho detto immagine miracolosissima, in modo tale che , quando la Città è ricorsa all’intercessione di Maria vergine con scoprire o portare in processione questa sacra immagine , ha sempre ottenuto da Dio le grazie per le quali ha giustamente supplicato.”
Nello stesso 1699 gli officiali e i fratelli della Compagnia del Carmine, avendo l’uso ab immemorabili della cappella fatta dalla casa Cavetani con l’altare della Madonna Santissima del
Popolo,fecero presente al prefetto della Congregazione dei Vescovi e dei Regolari Cardinale Gaspare Carpegna a Roma che non accettavano questo
spostamento. Furono poste anche le tre tele di San Gaetano e Gesù Bambino, della Natività e di San Tommaso da Villanueva de los Infantes.San Gaetano era venerato perché la sua spiritualità aveva molto in comune con quella agostiniana basandosi sulla meditazione, sulla pratica sacramentale e sull’osservanza dei voti religiosi. Era stato scritto nell’albo dei santi nel 1671.
Nell’altare di San Nicola, eremitano di S. Agostino che trascorse la maggior parte della sua vita a Tolentino e fu un grande consolatore degli infermi e degli afflitti . Egli faceva riconciliare i nemici tra loro, metteva pace tra le fazioni cittadine, era un taumaturgo, operatore di miracoli durante la vita e dopo la morte.
Fu canonizzato nel 1446. S. Tommaso da Villanueva de los Infantes (Spagna) agostiniano con eccezionali doti di predicatore,aiutò i poveri, gli orfani e i bambini abbandonati. Fu canonizzato nel 1658. Dette tutto agli altri distribuendo con la sua borsa le monete ai poveri. Nel 1780 il Maestro agostiniano Tommaso Bonasoli di Anagni scrisse: “ Il presente convento fu rimodernato ed ingrandito dal Padre Baccellier Fulgenzio Pocci nato in Toscanella daFamiglia nobile ancor esistente. Vi èuna buona foresteria , il chiostro, una bella scala, il suo orto con fontana d’acqua.” Il priore Fulgenzio (al secolo Domenico) era fratello di Francesco capitano, di Cesare primicerio, di Pietro Giovanni gonfaloniere. Il loro padre era Bernardino figlio di Fabrizio. Lo storico Antonio Barbacci, vicario capitolare della cattedrale di San Giacomo era loro cugino in quanto figlio di Benedetta Pocci, sorella di Bernardino.
Antonio fu protonotario apostolico, dottore della sacra teologia e dell’una e l’altra legge, arciprete, primicerio, abate, provicario, vicario capitolare e vicario generale della diocesi di Toscanella. Il 12 gennaio 1693 “la Signora Ponziana Ciotti nobile di questa Città di
Toscanella, oltre al resto, lasciò al Reverendo Signor Primicerio
Mons. Cesare Pocci ,al presente Vicario di questa Città, la vigna sopra la Madonna Santissima di Riposo con Podere, Terreni, Piante di olivi, canneto e terra in Vallevidone tutte di detta Signora testatrice ed anche tutti gli altri terreni permutati con la tenuta di Castel Ghezzo, come per Istrumento rogato dal Fiordalisi Notaio Pubblico di Tuscania nel 1680, e lasciò alla Madonna Santissima del Popolo in S. Agostino di questa Città scudi dodici che si eroghino per beneficio di detta Cappella e lasciò a Pier Giovanni Pocci un quadro in tela a sua capata dei due di S. Guglielmo e S. Maria Maddalena con cornice dorata. Testimoni Don Agostino Ricci, Giovanni Battista Laici, Luca del fu Annibale, Giuseppe Perugino, Luca del fu Domenico Callanensis, Christopharo del fu Mattia, Angelo del fu Battolenoci. Giacomo Felice De Angelis Notaio Pubblico Rogante.
Il 3 luglio 1707 suo fratello il primicerio Cesare, prima Dignità della Cattedrale di Toscanella : “sano per grazia di Dio di mente, senso, loquela, vista, udito ed intelletto, benché infermo di corpo e giacendo in letto, considerando esser statuito all’uomo il dovere una volta morire e non esservi cosa più certa della morte” fece testamento. “Prima incominciando dall’anima che con tutto lo spirito raccomanda all’Onnipotente e sempiterno Iddio, alla Santissima Gloriosissima Vergine Madre Maria, all’Angelo suo custode, ai gloriosi Santi Martiri Protettori di questa Città, a S. Francesco, a S. Antonio et altri santi suoi Protettori … e concedergli ed intercedergli rispettivamente il perdono di tutte le sue colpe et il felice Passaggio per andare a godere la gloria eterna del Paradiso. Il corpo vuole che sia seppellito nella Chiesa Cattedrale di S. Giacomo.”
Lasciò “al Sig. Conte Vescovo giulii cinque, ad Antonio Barbacci seconda dignità della Cattedrale , Parente benemerito et amicissimo, tutti li paramenti, suppellettili et ornamenti da Coro e da Messa, 5 pianete cioè una bianca, una rossa, una paonazza, una di tutti colori et una negra le prime quattro di Damasco e l’ultima negra di velluto e tutte guarnite con Galloni d’oro e con l’arme di esso Sig. testatore di ricamo. Un calice con una sua patera di argento e con l’arme del medesimo testatore sotto al piedistallo di detto calice.
Le borse e sopracalici che accompagnano le suddette pianete. Un Messale grande dei Santi ed un messaletto dei Morti parimenti con l’arme suddetto. Tre camici con merletti e suoi finimenti e tre cotte con merletti et ogni altro paramento ed ornamento da Chiesa e da Sacristia … con questo però che delle suddette tre cotte l’Arciprete debba consegnare una a suo piacere alla Sagrestia e debba farne inventario distinto affinché possa, sua vita durante solamente, godersele e servirsene e dopo la di lui morte debba lasciarle e fatte consegnare alla cappella antica della casa e famiglia Pocci posta nella Chiesa di S. Agostino di questa città e modernata e provvista da esso Signor Testatore, come si dirà in appresso, sotto l’invocazione della Natività del S. Bambino, acciò debbano servire per il Sacerdote che celebrerà all’Altare di detta Cappella.
Lascia sempre all’Arciprete Antonio Barbacci l’abito lungo di seta di terzanello grosso nuovo e l’orologio piccolo. Dichiara di esser stato interamente soddisfatto da Pier Giovanni Pocci, suo fratello carnale, di tutti li terratici dei terreni, tanto patrimoniali che beneficiali , da Pier Giovanni seminati o in qualunque modo fatti come anche di qualunque altro interesse che possa fra essi fratelli passato sino al presente giorno e ciò per scarico di coscienza et ad ogni altro buon fine et aspetto.
Item (parimenti) il testatore vuole, ordina e comanda che con li scudi cinquecento in circa che esso si ritrova avere di moneta contante e con altri denari che dovranno supplire i suoi eredi con gli effetti della sua eredità fino alla somma di scudi seicento in tutti compresi li suddetti, seguita che sarà la morte, dagli eredi si faccia un’officiatura a perpetuo nella Cappella antica della Casa e Famiglia Pocci oggi modernata … e in persona del chierico Giovan Giuseppe Peruzzi che celebrerà detta Cappella, sua vita durante, per l’anima di Cesare.
Lascia al molto Rev. Bacciliere Fulgenzio Pocci dell’ordine di S. Agostino, fratello carnale, la tabacchiera di argento con che debba esser contento né possa pretendere altro, in quanto poi a singoli Beni, mobili, stabili, semoventi, crediti, ragioni, azioni e nomi futuri che si troveranno nella sua eredità suoi eredi universali lascia, fa, istituisce e con la sua propria bocca comanda Pier Giovanni e capitano Francesco Pocci suoi fratelli germani e figliuoli della bona memoria di Bernardino Pocci, Nobile di questa Città di Toscanella, ai quali lascia l’intera sua eredità con il peso di soddisfare quanto si contiene nel presente testamento e di adempire la mente di esso testatore.

Domi habitationis Rev. D. Testatoris et in mansione (abitazione) in qua ipse in lecto iacere solet sub Parrocchia S. Marci, presentibus ibidem septemtestimoniis septem luminibus accensis prae manibus habentibus: 1° R. D. Ioanne Sancte Satericcio canonico della Collegiata di S. Maria Maggiore di questa Città e Sacerdote 2° R. D. Sacerdote Francesco Maria Cucarellio de Plansano diocesi di Montefiascone Maestro di Grammatica di questa Illustrissima Comunità 3° Alexandro Floravanti cittadino tuscanese 4° Carlo Salvucci tuscanese 5° Francesco Talacoccio tuscanese 6° Antonio Dottarelli abitante a Toscanella 7° Pietro Bastianino di San Martino abitante a Toscanella. Ita est Christophorus Bassi di Marta diocesi di Montefiascone abitante a Toscanella Notaio Pubblico.” Cesare nobilis tuscanensis, dottore in utroque iure, era stato protonotario apostolico, primicerio, vicario capitolare e vicario generale della diocesi di Toscanella.
Pietro Giovanni Pocci fu gonfaloniere del popolo, consigliere comunale e Vice Commissario. Nei primi anni del 1700, oltre ai suoi prodotti agricoli aziendali, coltivò anche il grano per lo stato in quanto le “ tratte” di seme venivano concesse ai cittadini agricoltori, lavoratori ed abitanti a Toscanella, come anche nelle altre città della provincia, per poi esportare i raccolti. Francesco Pocci fu consigliere, vice commissario e gonfaloniere.
Nei primi anni del 1700 seminò anche lui il grano per lo stato. Nel 1709 prese in affitto la tenuta Pian di Vico di rubbi 419 (ettari 774) dal Comune per 6 anni a scudi 966,64 l’anno e subì le molestie nei terreni affittati dal Doganiere della provincia che voleva esser preferito in quell’ affitto; allora i consiglieri comunali di Toscanella decisero di intraprendere la difesa dell’affittuario Francesco e “al che si litighi quanto occorrerà”. Gli fu rinnovato l’affitto sempre come miglior offerente nel 1715 a scudi 1073 l’anno e nel 1721 per scudi 882 e 50 baiocchi l’anno.
Nel 1722 fu deputato a rivedere i conti del venerabile ospedale di S. Croce e nel 1725 appose un’epigrafe di marmo nella chiesa di S. Agostino in ricordo del figlio Fabrizio e del fratello Pietro Giovanni Il 5 giugno 1710 Fra’ Fulgenzio scrisse ai superiori che, avendo fatto a sue proprie spese nel Convento del medesimo ordine in detta Città un appartamento religioso che contiene, oltre l’ingresso della scala e parte della loggia, sei stanze decentemente ornate ed abbellite ed affinché restino in perpetuo nella forma che si ritrovano e che si lasceranno per decoro della Religione ed onore del Convento della sua patria, supplica che gli venga permesso che, alla sua morte, resti questo appartamento destinato per la foresteria con un Religioso col titolo di
Foresteraro. Il priore generale degli agostiniani Fra’ Adeodato Nuzzi da Altamura il 10 dicembre 1710 approvò questa richiesta di Fra’ Fulgenzio. Il 12 marzo 1711 a Toscanella “davanti al Governatore Luca Vitale, al gonfaloniere Bartolomeo Ricci, all’anziano residente Giulio Pacifici, ai consiglieri comunali Camillo Antonio Giannotti, Sante Angelini , al tenente Artibale Consalvi ed ai Reverendissimi Canonico Don Francesco Montebovi, al priore Giulio Venanzo Cameresi e ai RR. PP. Baccilier Fulgenzio Pocci agostiniano e Agostino Antonio Giusti minore conventuale, fu convocata e coadunata una congregazione nella quale fu proposto dal suddetto Signor Governatore di far sapere ai Signori della Giunta e del Consiglio comunale rispettivamente che era
richiesta dalla Sagra Congregazione Economica che si dovessero estinguere li scudi Millesettanta circa che furono tassati nel cumulo delle Milizie, che occorse per spesa della guerra passata, nel termine di anni cinque, e però si dovesse vedere di imporre altra gabella o imposizione dai quattrini posti a libra sul sale. Poiché non sono sufficienti ad estinguere in detto tempo tal imposizione, pertanto si rimette alla prudenza delle signorie vostre a voler considerare qual più parrà proficuo per meno aggravio di questo popolo.
Si vista che s’informerà a parte con foglio sottoscritto da tutti li Signori del medesimo Consiglio dove si esprimeranno le ragioni per le quali si persiste nella prima restituzione, supponendosi con ciò che Monsignor Illustrissimo Governatore resterà pienamente appagato et, in caso diverso, s’informerà la stessa Sagra Congregazione Economica per riceverne la risposta et intanto il Consiglio comunale elegge a far detta informazione i Signori Priore Giovanni Venanzo Cameresi, Baccillier Fulgenzio Pocci e tenente Artibale Consalvi.
Et sic peractis omnes discenserunt. Felice Brunacci Segretario.” Padre Fulgenzio fu agostiniano impegnato nella consacrazione a Dio, nel culto liturgico, nella vita in comunità, negli anni, con i confratelli Emanuele Porro di Milano,Andrea Costantini di Tuscania, Sebastiano Bartolani, Gerolamo Nibis di Montefiascone, Gabriele di Corneto, Giuseppe da Vitorchiano, Tommaso Calabresi di Viterbo, Stefano Prezzi di Bagnoregio, Giuseppe Ferrarini di Bagnoregio, Cristoforo Ricci di Bagnoregio, Colli da Pietrasanta, Sebastiano Lucenti, Agostino Lucenti, Carlo Pallante, Augusto Lauchini Giuseppe Toti, Vici, Agostino Malanista da Viterbo, Agostino Paolucci, Tommaso Nicola Cappelli, Gianbattista Nicolai, Biagini, Giuseppe Manzini, Bernardino Trizzotti e Gianbattista Bernardini. Erano impegnati nello studio, nell’attività apostolica, nel lavoro manuale ed intellettuale. Il loro motto era Tolle lege, tolle lege: prendi e leggi il libro della Parola di Dio. Padre Fulgenzio nei nuovi altari fece porre 5 stemmi della sua famiglia con la colonna sormontata da un crescente e tre spighe di grano.
FONTI & BIBLIOGRAFIA
AFAPOT Archivio famiglia Pocci in Tuscania
ANTONIO BARBACCI Relatione della città di Toscanella e sua chiesa
AGA Archivio storico degli Agostiniani a Roma
ASCOT Archivio storico del Comune di Tuscania
AVET Archivio vescovile di Tuscania
ACAT Archivio Capitolare di Tuscania
GIUSEPPE CERASA L’agro tuscaniese e i diritti civici i pascoli
SERGIO PAGANO San Gaetano da Thiene
FRANCESCO JAVIER CAMPOS- FERNANDEZ DE SEVILLA San Tommaso da Villanova
NICOLA RAPONI San Nicola da Tolentino
TOMMASO BONASOLI Provincie e Conventi d’Italia e delle isole adiacenti dell’Ordine di Sant’Agostino
PONZIANA CIOTTI Testamento
MONSIGNOR CESARE POCCI Testamento
GIUSEPPE GIONTELLA Cronotassi dei vescovi della diocesi di Tuscania
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