Il Seminario e la Chiesa di Sant’Agostino

Il seminario
Nel programma di valorizzazione degli immobili diocesani, attualmente senza specifica destinazione d’uso, si inserisce a pieno titolo questo importante immobile, che
è attualmente inutilizzato in quanto, dopo l’evento del terremoto del lontano 1971, è stato oggetto di recupero strutturale, ma non sono mai state eseguite le opere interne di completamento e finitura. Di seguito riportiamo una sommaria descrizione del complesso immobiliare con alcuni dati.
Questo fabbricato è ubicato in una felice posizione, subito a ridosso della mura cittadine ed in prossimità di ampi spazi a parcheggio. È costituito da un corpo a forma quadrilatera che ruota intorno ad un bel chiostro, e da altre due appendici che vanno ad affacciarsi su uno spazio esterno a giardino. In adiacenza al complesso immobiliare troviamo la chiesa di Sant’Agostino che si affaccia anch’essa su largo del Collegio da cui ha accesso. Il complesso è dotato di due accessi da largo del collegio, uno dei quali immette nell’ampio chiostro interno e l’altro verso l’area scoperta.
Il chiostro di forma quadrilatera è, per i due lati sud (opposto alla chiesa) ed ovest, di proprietà dei sigg.ri Onori e Fiorentini e/o loro eredi, pur essendo gravato di diritto di passaggio a favore del seminario stesso. Le condizioni di conservazione sono precarie essendo di fatto privo di pavimentazioni e con alcuni elementi lapidei che sono stati trafugati. Dai lati ovest e sud si accede alle porzioni immobiliari che sono state cedute e vendute nel 1955, mentre dal lato nord in fondo si accede ad un locale del seminario adiacente la chiesa e dal lato est si accede ai vani al piano terra e da queste anche all’area esterna. Tramite scala interna, attualmente non percorribile, si raggiunge il primo piano dove si trovano numerosi locali che sono attualmente abbandonati e regno indisturbato dei piccioni. All’interno dei locali sono visibili gli estradossi delle volte di copertura del sottostante piano terra, mentre in alcuni ambienti nella ristrutturazione conseguente il terremoto, sono stati realizzati solai piani. Il tetto è con travi di legno, le pareti sono tutte allo stato rustico, le aperture sono tutte prive di infissi.

la Chiesa
Chiesa del XV secolo, di particolare valore storico e artistico. Fino al 1971, anno del terremoto in Tuscania, sede del Seminario e Chiesa dei ragazzi e dei giovani, perchè vi si celebrava la prima Comunione e la Cresima. La Chiesa custodisce una bellissima cappella quattrocentesca, Cappella Ludovisi o di San Giobbe, affrescata da artisti di scuola umbra e custodiva la pala quattrocentesca della Madonna della Misericordia sull’altare maggiore. Gli altari laterali ospitavano notevoli tele settecentesce. Il 1486 è la data di inizio della costruzione della cappella di San Giobbe che presenta un solenne grande arco di nenfro a tutto sesto e terminazione orizzontale, interamente scolpito con bassorilievi raffiguranti candelabri, festoni e putti. All’interno della cappella si apre il catino absidale, anch’esso incorniciato da un arco di nenfro ornato. Nel vano del catino c’era l’altare con il tabernacolo, sopra al quale si può ammirare il bellissimo affresco della Crocifissione, attribuita alla scuola viterbese della fine del Quattrocento: il pittore ha rappresentato al centro il Cristo crocifisso ormai morto, con tre angeli che raccolgono in tre calici il suo sangue zampillante dalle mani e dal costato; sotto la croce, oltre alla Madonna (a sinistra) e a S. Giovanni Evangelista (a destra), assistono alla scena anche i membri della committenza: i nobili Ludovisi, sia maschi che femmine. Al centro della volta è collocato, a rilievo in stucco colorato, lo stemma di una famiglia seicentesca che ebbe il giuspatronato successivamente alla famiglia Ludovisi. Dopo il terremoto del 1971, la Chiesa è stata chiusa e viene riaperta occasionalmente. Le Giornate di Primavera 2016 del FAI hanno reso possibile una visita emozionante della Chiesa e delle sue opere, nel loro sito d’origine, per soli due giorni. Anche il chiostro, bellissimo e molto suggestivo, si trova in grande degrado. Era stata candidata a sede di un Museo di Arte Sacra, per ospitare i tesori attualmente infruibili della città di Tuscania (pale d’altare, argenti, corredi sacri rinascimentali, etc.).
(le notizie sulla Chiesa sono state dal sito del FAI)