Madonna del Rosario – Chiesa di Santa Maria della Rosa

di Mauro Loreti
studioso e storico di Tuscania

il Calice
ESECUZIONE TESTAMENTARIA Di GIOVANNI CIOTTI IN MEMORIA DELLA DEFUNTA CONSORTE FELICE PRIMOMI
Giovanni Ciotti, nato nel 1605 era figlio di Girolamo e di Vittoria Fani, i nonni paterni erano Sforza Ciotti di Marta e Camilla Simoncelli, nobile di Orvieto, mentre i nonni materni erano Paolo Vittorio Fani di Tuscania, cavaliere del giglio di papa Paolo III Farnese, e Gorlizia di Viterbo, committente con altri nel 1569, della realizzazione di una grande tela della Madonna del Rosario nella chiesa di Santa Maria della Rosa di Tuscania.
Intraprese la carriera militare e giunse al grado di Capitano, sposò Felice Primomi, figlia del nobile Vincenzo di Viterbo e di Fulvia Verreschi. Felice, coniugata in prime nozze con Domenico Cordelli, rimasta vedova passò a nuove nozze con Giovanni, con il quale nel 1650 ebbe una figlia, Vittoria.
Nel 1656 la moglie Felice morì e Giovanni per dare esecuzione alla volontà della defunta, nel 1657 fece eseguire un calice che donò alla cattedrale di San Giacomo Apostolo Maggiore.

Questo prezioso oggetto liturgico, fondamentale per la celebrazione eucaristica essendo utilizzato per consacrare il vino sotto la specie del Sangue di Cristo, fu realizzato in argento, in parte dorato, con la tecnica della fusione, del tornio e dell’incisione. Ha una base circolare con fascia modanata e profilo movimentato, che sorregge un’altra base a campanula ed il fusto. Con sottocoppa a calotta e coppa dorata.
Sotto la base si evince l’iscrizione: “ La quondam Signora Felice Primomi de Ciotti ha lasciato che si facci et Il Signor Capitano Giovanni Ciotti ha essequito”.
Nel calice sono incisi anche i loro stemmi: quello dei Ciotti con due mani congiunte che stringono un giglio e quello dei Primomi, composto da uno spaccato con tre gigli d’oro ordinati in fascia nel campo superiore e una ruota di sei raggi d’oro nel campo inferiore. L’autore di cui non si conosce il nome fu un artigiano del luogo. Appena un anno dopo la realizzazione di questo sacro e prezioso manufatto, nel 1658 morì anche Giovanni e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria del Riposo.
FONTI E BIBLIOGRAFIA
NORIS ANGELI: Famiglie viterbesi. Storia e cronaca. Genealogie e stemmi.
PIERO LANZETTA: Appunti su stemmi, famiglie e palazzi di Toscanella (Tuscania) e dintorni
ANNA MARIA PEDROCCHI: Argenti Romani restauro di arredi sacri del Duomo di Tuscania
ACAT: Archivio Capitolare di Tuscania
ASCOT: Archivio Storico del Comune di Tuscania
torna a La Tuscia di Mauro Loreti

